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Ad una camaiorese il Premio Nazionale di Pedagogia SIPED 2019

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La dottoressa Francesca dello Preite si è aggiudicata il premio italiano della Società Italiana di Pedagogia 2019 grazie al brillante lavoro messo a punto con il volume "Donne e dirigenza scolastica" riguardante un nuovo modello di leadership e governance al femminile in un mondo dove l'emancipazione del secondo sesso ha stentato per  decenni a decollare. Il premio, consegnato presso l'Università Cattolica a marzo, corona la tesi di dottorato di ricerca in Scienze della formazione conseguito presso l'Università di Firenze, dove la professoressa insegna. 

 

 

 

 

 

di Andrea Boccardo

 

 

 

Sono passati esattamente settant'anni dalla pubblicazione di un libro capitale della letteratura erudita femminile, quel Deuxième sexe di Simone de Beauvoir che tanto importunò la generazione francese esistenzialista, subdolamente deviata verso il maschilismo sartriano. Eppure, nell'allora vituperato pamphlet post-bellico che elogiò la donna dal punto di vista scientifico e biologico, la scrittrice francese affermò per prima la necessità di trasformare il lavoro femminile nella forma più alta di emancipazione umana, esattamente come lo fu il secolo prima per la controparte maschile. La donna ritrovava così la propria libertà al di fuori del ruolo morigerato di moglie e madre per proiettarsi nel mondo della carriera moderna: quella proiezione ha plasmato direttrici, politche, imprenditrici, insegnanti all'avanguardia che hanno fatto grandioso, per molti versi, il nostro secolo. la dottoressa Francesca dello Preite, assegnista a contratto presso l'Università di Firenze nell'ateneo di Scienza della Formazione, è proprio una di queste. 

 

 

 

 

Il volume “Donne e dirigenza scolastica - Prospettive per una leadership è una governance al femminile “ si inserisce sulla scia del graduale processo di femminilizzazione delle professioni dirigenziali in Italia. In ottemperanza alla maggiore autonomia delle scuole italiane, all’aumentato grado sociale dei vertici scolastici e al ruolo mediatico otre che organizzativo svolto negli ultimi anni dai prèsidi, il libro si incentra proprio sulla figura della donna in qualità di dirigente scolastico. Con le nuove leggi sulla scuola, oggi questo detiene una vasta gamma di poteri a cui sono connesse una serie di responsabilità lavorative ed etiche al tempo stesso.

 

 

 


Come possono le donne, che rappresentano quasi l’80 % del personale scolastico italiano, dirigere un complesso multidisciplinare e sfaccettato qual è il mondo scolastico al giorno d’oggi? A questa domanda la dottoressa Dello Preite fornisce una risposta articolata, mai scontata e al passo con i tempi che cambiano in maniera vorticosa. L’approccio è scientifico, invariabilmente neutro come deve essere un lavoro di questo tipo: l’autrice parte da un excursus storico del XX secolo, indagando la scalata della donna ai ruoli apicali del cosiddetto soffitto di cristallo, scalata lastricata di difficoltà e obiezioni di genere avanzate dal cosiddetto sesso forte. Sono state individuate poi trenta dirigenti scolastiche dalle cui interviste si sono evinte le carriere biografiche, la provenienza sociale e il differenziale femminile che può diventare, in molti casi, un punto di forza nella gestione delle politiche di governance nella scuola.

 

 

 

 

La dottoressa non tralascia nulla, implementando le caratteristiche scolastiche con le virtù etiche richieste ad un buon dirigente: la scuola merita infatti la stessa attenzione che ha rivestito sino ad ora la pubblica amministrazione, forse anche di più visto la cruciale sfida del XXI secolo che riguarda l’educazione dei ragazzi. 

 

 

 

 

“ Nella letteratura sulla leadership educativa sono state sottovalutate due questioni di fondo: la prima, di ordine quantitativo, riguarda il fatto che atttualmente il numero complessivo delle dirigenti supera quello dei colleghi maschi, con probabilità di crescita; la seconda, di ordine qualitativo, è riferita al fatto che continuare a considerare i saperi e le pratiche professionali come a-sessuali e neutri, equivale a non cogliere le differenze di genere come risorse aggiunte per l’implementazione dei contesti: un materiale con una connotazione gender blind.”

 

 

 

 

Le parole della dottoressa non potrebbero essere più chiare: a partire dalla storia italiana, che ha visto le maestre come eroine nel processo di alfabetizzazione, la donna ha contribuito a quella rivoluzione culturale che ha smontato l’immagine militaresca e accentratrice della figura del preside durante e dopo il regime fascista. Dopo l’entrata in vigore dell’Autonomia Scolastica nel 2000, sempre più donne sono riuscite a innalzarsi ai vertici del sistema educativo dopo svariati anni di servizio, andando a modernizzare il concetto di leadership scolastica.

 

 

 

Un lavoro egregio, perfettamente in linea con la contemporaneità, grazie al quale la dottoressa ha vinto meritatamente il Premio Nazionale di Pedagogia SIPED 2019. La cerimonia si è tenuta a fine marzo all'Università Cattolica di Milano. 

 

 

 

La stessa tesi era stata insignita del prestigioso Premio Il paese delle Donne & Donne e poesia presso la “Casa Internazionale delle Donne” di Roma. Una doppia vittoria di Francesca, squisitamente declinata al femminile, che inorgoglisce la cittadinanza di Camaiore in primis, ed in secundis tutto il deuxième sexe, che ancora oggi lotta con i denti per ottenere ciò che dovrebbe essere assodato da decenni: la libertà carrierale, l'equiparazione degli stipendi, l'eguaglianza civica reale con il sesso maschile, la possibilità di dire sì a lavoro e famiglia. Istanze semplici, ma in molti casi non ancora raggiunte.

 

 

 

Andrea Boccardo


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