bottone livetv

bottone ondemand

bottone tg

Il Santo del giorno, 25 Novembre: S. Caterina d'Alessandria, patrona delle università di Parigi, Padova e Siena, di coloro che hanno a che fare con a Giurisprudenza, delle giovani sartine e modiste e dei ceramisti

25 nov Mystic marriage Parmigianino copia copia

Santa legata alla gioventù (da qui la "caterinette" che, nel mondo francese, erano le sartine) degli studenti di Giurisprudenza, dei "legisti" e di certe università, dei ceramisti e dei vasai ed altri innumerevoli categorie. Tante, quanti sono i proverbi legati a questa santa!

di Daniele Vanni

 

 

 

Santa Caterina d'Alessandria (287 – Alessandria d'Egitto, 305) vergine e martire.

Oltre all'incerta data di nascita e al fatto che fu sottoposta a martirio ad Alessandria d'Egitto nel 305, della sua vita si sa poco ed è difficile distinguere la realtà storica dalle leggende popolari.

L'esperienza dice che una figura di tale importanza, venerata da ogni parte delle cristianità, con un leggendario così ricco, chiese dedicate, testimonianze infinite anche se un po' tarde, non può essere nata da nulla e, tutte le volte che la tradizione orale ha indicato personaggi di questa levatura, spesso anche la filologia e l'archeologia vengono col tempo a darle ragione.

Pare un po' semplicistico che tutto sia nato dal ritrovamento di un corpo di donna incorrotto sulla montagna del Sinai e questo, portato nella chiesa fatta costruire da Sant'Elena, madre di Costantino, sia stato onorato col nome Aicatharina, termine greco che significa, incorrotta, pura, senza macchia. Comunque sia, consideriamo quello che Caterina d'Alessandria ha rappresentato come simbolo, come modello, come testimonianza e tramite dalla terra al Cielo.

Secondo la tradizione, Caterina è una bella giovane egiziana; la Leggenda Aurea specifica che era figlia di re e istruita fin dall'infanzia nelle arti liberali.

 

Le nozze mistiche

 

La leggenda di Santa Caterina, narrata anche nella Legenda aurea, è ricca di episodi e molto bella, elemento che va a favore del fatto che possa essere stata molto aggiustata, arricchita, e ha molti motivi forti, come quello del supplizio della ruota, che sono entrati nell'iconografia. Si vuole che sia stata di stirpe regale, figlia del re Costa, e comunque d'una famiglia nobilissima e ricca, che fino dall'infanzia abbia perduto i genitori quindi, cresciuta indipendente e nella possibilità di scegliere la propria vita, si dedicò allo studio, circondandosi di sapienti ed eruditi, diventando dottissima soprattutto nella filosofia e nella religione. Era, oltre che di grande ingegno, una giovane bellissima, richiesta in sposa dagli uomini più importanti della città d'Alessandria. Noi seguiamo le note più comuni della tradizione, mentre altri elementi secondari contrastano con questi. Ancora adolescente ebbe un sogno, meglio una visione: le parve che nel Cielo, in mezzo agli Angeli e i Santi, Cristo, bambino nella braccia della Vergine, prendesse una prezioso anello che le porgeva la Vergine Maria e lo infilasse nel suo dito, facendola sua sposa. Quando si ridestò Caterina si trovò nel dito lo stesso anello che aveva visto e avuto in Cielo, e si ritenne per sempre sposa di Cristo.

 

Nel 305, un imperatore romano tenne grandi festeggiamenti in proprio onore ad Alessandria. Anche se la Leggenda Aurea parla di Massenzio, molti ritengono che si tratti di un errore di trascrizione e che l'imperatore in questione sia invece Massimino Daia, che proprio nel 305 fu proclamato Cesare per l'Oriente nell'ambito della tetrarchia. (Governatore d'Egitto in quell'anno era invece, fin dal 303, il prefetto Clodio Culciano, che non pare possa essere il protagonista della storia).

Caterina si presentò a palazzo nel bel mezzo dei festeggiamenti, nel corso dei quali si celebravano feste pagane, con sacrifici di animali e accadeva anche che molti cristiani, per paura delle persecuzioni, accettassero di adorare gli dei. Caterina rifiutò i sacrifici e chiese all'imperatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità, argomentando la sua tesi con profondità filosofica.

L'imperatore, che, secondo la Legenda Aurea, sarebbe stato colpito sia dalla bellezza (e forse più) che dalla cultura della giovane nobile, convocò un gruppo di retori, affinché la convincessero ad onorare gli dei. Tuttavia, per l'eloquenza di Caterina, non solo non la convertirono, ma essi stessi furono prontamente convertiti al Cristianesimo.

E’ bello ripercorrere le fasi, incalzanti della Legenda Aurea: il “tiranno” romano che giunge con un possente esercito, per ripristinare l’ordine dissolto dalla nuova religione. Il terrore di tutti che capitolano dalla loro fede e lei, sola, l'intrepida Caterina, seguita dallo stuolo dei suoi sapienti, ornata dei suoi abiti regali e nel fulgore della sua grande bellezza, si presentò davanti al trono del tiranno, contestandogli il diritto di fare una simile imposizione e affermando di voler rimanere fedele a Cristo. Massimino, soggiogato dalla grazia di Caterina, che pensa di tacitarla con qualche ragionamento, ma deve accorgersi subito di quale intelligenza aveva davanti, tanto che, confuso, decide che la donna sostenga le sue idee davanti a una commissione di cinquanta filosofi. L'argomento era che Cristo, essendo morto crocifisso, non poteva essere Dio. In tale incontro rifulse ancor più la mente di Caterina che, oltre a controbattere i loro ragionamenti, li convertì tutti al cristianesimo e furono immediatamente suppliziati nel fuoco dal tiranno. Secondo un'altra versione convertì addirittura l'imperatrice.

Di nuovo Massimino torna farle la corte, addirittura le propone il matrimonio e, vedendo l'ostinazione della fanciulla, ordina che sia passata e dilaniata dentro le ruote dentate.

Questo strano supplizio doveva essere comune in una città operosa e ricca come Alessandria, dove per la lavorazione della lana e della canapa, si usavano grandi cardatoi, costituiti da ampie ruote affrontate, munite di uncini, le quali, girando l'una dentro l'altra, cardavano in notevole quantità la materia tessile.

Gli uncini e le lame però si piegano sulle tenere carni di Caterina, le ruote s'infrangono e la Santa non ha la minima scalfittura.

La stessa cosa accade quando i carnefici la sottopongono a una lunga fustigazione: le sue carni ne uscirono senza offesa e senza alcun segno.

La Santa è raffigurata o presso una ruota uncinata o infranta. Una versione della leggenda dice che un fulmine infranse la macchina che doveva stritolare il suo corpo.

La colomba e il volo al Sinai

La Santa fu allora rinchiusa in una tetra prigione e tenuta per lungo tempo senza mangiare e senza bere. Ma una magnifica, bianca colomba, volando attraverso le sbarre dell'antro, le portava ogni giorno quello di cui essa aveva bisogno, tanto che, quando la prelevarono da quell'orrido carcere, stava bene come quando vi era entrata. A questo punto l'imperatore ordinò che le venisse tagliata la testa e, al colpo di spada sprizzò dalle ferite, invece che rosso sangue, candido latte, segno che tutta la sua persona era immacolata e senza il minimo difetto. Dio non permise che quel corpo venisse deturpato e una schiera di angeli, venuta dal Cielo, prese le spoglie della fanciulla e ricomposte le sollevò in volo andandole a deporre sul monte Sinai, dove trovarono poi asilo nella grande chiesa che vi fece costruire Sant'Elena, madre di Costantino. E là è ancora venerata e si conservano quelle che sono ritenute le sue reliquie.

In questo luogo, nel VI secolo, l'imperatore Giustiniano fondò il Monastero di Santa Caterina.

Le scarse notizie sulla sua vita hanno sempre fatto dubitare della reale esistenza di una santa Caterina d'Alessandria d'Egitto.

La stessa Chiesa cattolica ha spesso espresso i suoi dubbi, culminati nell'esclusione dal martirologio tra il 1962 e il 2002, nonostante il permesso del Vaticano di festeggiarla ugualmente.

Santa Caterina d'Alessandria d'Egitto si festeggia il 25 novembre.

È identificata, insieme a Santa Margherita d'Antiochia ed all'Arcangelo Michele, come una delle Voci che ispirarono Santa Giovanna d'Arco. Negli anni in cui la festa di Santa Caterina cade di domenica, si festeggia Cristo Re.

In Italia è patrona di molti paesi e dello "studio dei legisti" (la moderna Giurisprudenza) dell'Università di Padova e dell'Università di Siena.

A Lei sono intitolate celebri feste, da quella di Novi Ligure, ad Acqui Terme, a Rivoli, a Cortemilia come a Udine.

Una fiera intitolata a Santa Caterina si svolge anche a Barisciano (AQ); il 25 novembre in questo paese veniva fissato, sin dal medioevo, il prezzo dello zafferano.

Santa Caterina è compatrona (sempre con San Michele Arcangelo) di Grammichele (CT); i festeggiamenti avvengono il 6,7 e 8 maggio, giornata conclusiva.

La santa è compatrona insieme con San Marco Evangelista anche del comune di Cellino San Marco (quello di Albano e un tempo di Romina Power) dove da secoli si svolge una grande fiera mercato il 25 novembre, conosciuta in tutto il Salento come la fera te lu cappottu.

Sempre nel Salento la santa è venerata a Galatina: festeggiata anche in questa cittadina tradizionalmente il 25 di novembre, alla santa è dedicata una magnifica basilica d'origine tardo gotica-romanica completamente affrescata al suo interno in puro stile giottesco-senese, con attinente un chiostro d'origine romanico anch'esso.

La sua è vissuta come la festa dei giovani.

In Francia è patrona degli studenti di teologia e protettrice delle apprendiste sarte. Da Caterina di Alessandria sembra infatti derivare il termine francese catherinette (caterinetta) che in origine indicava una giovane donna da marito.

La tradizione torinese, invece, indicava con il termine "caterinette" le giovani sartine e le modiste che svolgevano il loro apprendistato nei laboratori di confezioni della città, e che assai sovente diventavano oggetto dei corteggiamenti da parte degli studenti universitari.

Nella città di Ravenna il 25 novembre (Giorno di Santa Caterina d'Alessandria) è tradizione regalare dei biscotti a forma di bambola alle bambine, chiamate "Caterine". Il corrispettivo per i maschietti è un biscotto a forma di galletto.

Santa Caterina d'Alessandria viene rappresentata con la corona in testa e vestita di abiti regali, per sottolineare la sua origine principesca.

La palma che tiene in mano indica il martirio.

Il libro ricorda la sua sapienza e la sua funzione di protettrice degli studi e di alcune categorie sociali dedite all'insegnamento (insegnanti e Ordini religiosi come i Domenicani e gli Agostiniani).

Infine viene rappresentata con una spada, l'arma che le tolse la vita, e la ruota dentata, lo strumento del martirio, elemento che lega la santa a numerose categorie di arti e mestieri che hanno a che fare con la ruota. Forse è questo l'elemento che unisce santa Caterina ai ceramisti, di cui è protettrice.

Invocata nelle Litanie dei Santi, patrona dell'Università di Parigi, in particolare della facoltà di Filosofia, santa titolare di molte e importanti chiese e parrocchie, faceva parte anche dei cosiddetti Quattordici Santi Adiuvanti, serie che raccoglie i principali Santi protettori che avevano una festa comune il giorno 8 agosto, ricorrenza espunta, anche questa, dalla citata riforma. Per la curiosità i Santi, i cui nomi hanno qualche variazione da luogo a luogo, sono Acacio, Barbara, Biagio, Caterina, Cristoforo, Ciriaco, Dionigi, Elmo, Emidio, Eustachio, Giorgio, Margherita, Pantaleone, Vito. Tutti martiri.

Le protezioni e i patronati

Nell'iconografia Caterina ha diversi attributi, che sono: la ruota dentata, il libro che tiene in mano, su cui talvolta è scritto: Ego me Christo sponsam tradidi (mi sono data sposa a Cristo), la spada con la quale fu decapitata, l'anello delle sue nozze mistiche, la corona di principessa o anche di regina, la palma del martirio, il globo del firmamento o altri strumenti scientifici che indicano la sua sapienza.

Per il supplizio della ruota Santa Caterina protegge coloro che praticano quelle attività che hanno a che fare con ruote, congegni, ingranaggi:

Mugnai.

Carrozzieri.

Filatrici.

Arrotini.

Tornitori.

Vasai.

Per essere vissuta sola e indipendente protegge le donne che vivono sole e del proprio lavoro e in particolare:

Sarte e sartine.

Crestaie.

Caterinette.

Domestiche.

 

Ed è da ricordare la “Catarina” madre di Leonardo da Vinci, schiava circassa o comunque del Mar Nero a Firenze, prima in casa dei Vanni e poi del Notaio da Vinci: catarine venivano dette tutte queste domestiche, badanti, a livello di schiave che giungevano nelle case fiorentine vendute dai Veneziani chele andavano a comprare in quei lontani territori.

 

Per essere devote alla loro patrona Santa Caterina d'Alessandria furono dette caterinette le sartine e le crestaie. Questa era un tempo una categoria ben definita e era costituita da donne che provvedevano direttamente al proprio mantenimento col lavoro. Spesso vivevano sole, ovvero avevano tale attività proprio perché non si sposavano.

Per il matrimonio con Cristo protegge:

Donne nubili.

Giovani che cercano marito.

Per la sua grande dottrina per cui viene raffigurata con in mano un libro protegge:

Università.

Scuole superiori.

Biblioteche e bibliotecari.

Studenti.

Insegnanti.

Filosofi.

Giuristi.

Per il taglio della testa dalla cui ferita sgorgò latte invece di sangue, protegge:

Balie.

Puerpere e allattanti.

Sofferenti d'emicrania.

Per l'assistenza avuta dalla colomba in prigione protegge gli avicultori e quindi i prigionieri. Inoltre a lei si raccomandano barbieri e naufraghi, vermicellari (fabbricanti e venditori di pasta), linaioli, canepari (lavoranti della canapa), funai.

I proverbi

Caterina è presente nella tempimensura tradizionale, come punto di riferimento della variazione stagionale, segnando un po' l'inizio dell'inverno climatico. La sua vecchia festività portava il freddo e da lì in poi non ci si poteva illudere, anche se era concessa l'ultima bella giornata serena. Di conseguenza era il momento di riattivare i sistemi di riscaldamento: camini, caminetti, bracieri, caldani, perché da un momento all'altro può arrivare la brina, la neve, la tramontana. Le giornate sono sensibilmente più corte e comincia la raccolta delle olive. Un tempo si mettevano a ingrassare le oche.

S. Caterina

tira fuori la fascina.

La festa è il 25 novembre. Il freddo non si vince che col fuoco. La fascina è il fastello di legna leggera: rami spogli di piante e arbusti di bosco che servono per avviare il fuoco oppure per fare una bella fiammata.

Per S. Caterina

o neve o brina.

Per Santa Caterina

manicotto e cassettina.

Il manicotto è una sorta di tubo ovattato o di pelliccia nel quale s'infilavano le mani per tenerle calde durante la stagione fredda; la cassettina, col manico, fatta di metallo (ottone), conteneva brace ardente, coperta di cenere ed era usata dalle donne per scaldarsi, sedendo in casa a lavorare.

Per S. Caterina

la neve alla collina.

Non più sul monte, ma è scesa anche a basso.

Santa Caterina è vestita di bianco. Di solito si affaccia la neve.

Santa Caterina

la neve s'avvicina.

Per Santa Caterina

si coglie l'oliva.

Novembre e dicembre sono i mesi della raccolta delle olive.

Per Santa Caterina

le giornate s'accorciano d'un passo di gallina.

Si riduce il tempo del dì rispetto a quello della notte e il giorno di Santa Caterina registrerebbe un'ulteriore piccola riduzione del periodo di luce. Un passo di gallina indica un frammento brevissimo di tempo.

Per Santa Caterina

le bestie alla cascina.

Rientrano le bestie dai pascoli e rimangono nella stalla.

Come Caterina caterineggia

Natale nataleggia.

La festa cade esattamente un mese prima di Natale. Si pensa che il tempo che fa in tale giorno per la festa della Santa, fa anche nel giorno di Natale. I verbi sono formati sui sostantivi, come fanno spesso i proverbi.

L'estate di Santa Caterina

dura dalla sera alla mattina.

Si vuole che intorno a questo giorno la Santa mandi una giornata di sereno e di aria tiepida prima dei rigori invernali. Un fenomeno quello che si vuole per San Martino, ma meno vistoso.

Chi vuole un'oca fina

la metta ad ingrassare a Santa Caterina.

 

Si usava mettere all'ingrasso intensivo fin da questo periodo le oche per salarle a S. Lucia (13 dicembre), e anche averle pronte alle feste natalizie.


telnet 230x230        sice 230x230

Info e note legali

Seguici su...

facebook twitter youtube rss

 

Contattaci

Logo DiTV PNG

Via Tazio Nuvolari, 53
55061 Carraia - Lucca - Italy
Tel 0583 462209
Fax 0583 1929109
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.