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Bullismo: piaga sociale tra violenza fisica e psicologica

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Nuovo articolo della nostra giovane opinionista Lucrezia Bertuccelli, che stavolta mette nel mirino il bullismo, cercando di capirne motivazioni e risvolti...

di Lucrezia Bertuccelli

Siamo nel 2016 e il termine più cliccato sui vari motori di ricerca è “bullismo”, si cerca di vedere i volti delle sue vittime, di coloro che l’unica cosa che hanno fatto è, se così si può dire, trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Il bullismo è un comportamento sociale, una violenza fisica e/o psicologica indotto dal bullo verso la sua vittima.

Il bullo o i bulli sono i famosi cattivi nelle favole, coloro che fanno di tutto per vedere la loro vittima soffrire, piangere, disperarsi. Sanno che essa non chiederà mai aiuto e infatti si fanno furbi, perché quando si accorgono che la violenza fisica è troppo evidente, insorgono con quella psicologica, che è la più atroce!

Essere bullo, non è figo, utilizzando il linguaggio giovanile. Non è bello essere crudeli verso un’altra persona, vederla soffrire, piangere, disperarsi. Tutto questo è vergognoso!

Secondo molti sondaggi la figura del bullo è caratterizzata dal male, perché lui stesso ha una sofferenza morale o fisica.

Basti pensare ai genitori separati: una bambino che ascolta, o meglio, subisce ogni giorno le cantilene delle litigate, degli insulti che si fano e gli regalano i genitori, come potrà mai reagire se in casa non viene mai guardato, non viene mai ascoltato? Reagirà con la cattiveria verso gli amici, le insegnati, in casi più rari, verso gli altri parenti.

Vittima è colei che quotidianamente subisce ripercussioni fisiche o psicologiche da parte del bullo, le subisce senza sapere il perché, nel maggiore dei casi forse le subisce per invidia.

La vittima non è mai forte, è colei che magari ha già problemi a casa e se li ritrova anche a scuola o in giro; è colei che se vista piangere viene derisa, umiliata e picchiata con più sfogo, con più desiderio perché dà più soddisfazione al bullo.

Ultimamente i casi di bullismo sono aumentati a causa dei social network, cyber-bullying, le vittime vengono derise anche sul web, vengono pubblicate foto o video che la ritraggono ubriaca in discoteca, che si bacia con il fidanzato/a o mentre fa sesso.

Essendo sul web, i bulli si moltiplicano perché si aggiungono all’appello persone che nemmeno conoscono la vittima, così per noia, o per problemi psicologici, si divertono a insultarla e a deriderla.

Il bullo termina la su attività quando la vittima si è tolta la vita. Proprio prima che lo faccia il bullo rincara la dose di offese e di minacce. Delle volte può capitare che il bullo, dopo aver raggiunto il suo obiettivo non si fermi, continui a torturare e offendere le persone vicine alla sua vittima, o delle volte cambiare del tutto andando ad attaccare altri ragazzi.

La vittima, non si sa perché, non viene mai aiutata.Quando parla non le credono o ,se le credono ,per paura non si muovono.

Difficilmemte riusciremo a identificare fin da subito il bullo, si può invece riconoscere la vittima perché cambia atteggiamento, si chiude in se stessa, piange molto e diventa più irascibile.

Un bullo non va mai difeso...è la vittima che deve essere difesa!!!  


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