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La battaglia di Lepanto

 

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Di Andrea Boccardo

 

Il 7 ottobre 1571, la flotta cristiana capitanata da Don Giovanni d'Austria sconfigge le forze armate turche di Muezzinzade Alì Pascià, relegando una volta per tutte gli ottomani ad est della sfera d'influenza europea nel Mediterraneo orientale.

La coalizione cristiana, alacremente coordinata da Papa Pio V, vide per la prima volta allearsi nemici storici degli stati sovrani europei con il fine di liberare dal giogo musulmano la libera città veneziana di Famagosta, sull'isola di Cipro: l'impero spagnolo del cattolicissimo Filippo II, La Repubblica veneziana guidata dal capitano Sebastiano Venier, il Ducato d'Urbino con Francesco Maria II della Rovere, lo Stato Pontificio con il capitano Marcantonio Colonna, La Repubblica di Genova col capitano Ettore Spinola. Tutti uniti nel segno della Lega Santa per respingere l'invasore turco che bussava alle porte d'Occidente.

La battaglia, che vedeva impiegate ventotto galee veneziane contro le quasi quaranta ammiraglie turche, fu combattuta per lo più a colpi di cannone sparati sopra vento da genovesi e veneziani, per la prima volta alleati in un epico scontro religioso dove l'unico stendardo visibile fu quello portato dal Colonna e donato dal Papa con lo stemma : "In hoc signo vinces". Mirabile fu la manovra sul corno destro azionata da Gianandrea Doria, valente capitano genovese, che riuscì a sfondare l'intrico di ponti islamici aprendosi una breccia nello schieramento: buona parte della battaglia fu combattuta infatti a colpi di sciabola, lungo i ponti pericolanti sospesi sull'acqua.

A fiaccare il morale dei turchi fu determinante l'uccisione del Pascià, che contro il volere di Don Giovanni fu decapitato e la testa esposta sul ponte dell'ammiraglia più alta della flotta cristiana.

Il significato dello scontro epocale fu più simbolico che storico: gli ottomani vennero sconfitti per la prima volta in mare, è vero, ma ripresero agilmente in seguito le scorribande corsare sulle coste dell'Egeo e poco più di cento anni dopo (nel 1683) saranno di nuovo per via terrestre alle porte di Vienna. D'altro canto, i veneziani ebbero un bel da fare per riguadagnarsi Cipro e combatterono un braccio di ferro sfiancante durante tutto il XVII secolo. Ma il primo embrione di Europa unita si intravide già al grido lacerante di "Deus vult".


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