bottone livetv

bottone ondemand

bottone tg

Accadde oggi, 5 Marzo 1569: da parte del Papa si dà il via al Granducato di Toscana, solo perché le navi toscane hanno combattuto a Lepanto!

5 marzo Agnolo Bronzino Cosimo I de Medici in armour Google Art Project

Cosimo I° de' Medici, fu in questa data nominato dal Papa, Granduca di Toscana: in cambio avrebbe fornito navi per la Battaglia di Lepanto.

di Daniele Vanni

 

 

 

Al 5 Marzo del 1569, si fa ascendere la nascita del Granducato di Toscana.

Infatti Cosimo I°, avendo promesso al Papa che avrebbe messo a sua disposizione la flotta toscana per contrastare l’avanzata ottomana e quindi di mettersi al servizio della Lega Santa, ne ottenne in cambio, da Pio V una bolla che lo creava, in questa data, Granduca di Toscana.

E, alcune navi, una trentina di galee e molti toscani, parteciperanno, dua anni dopo, in ottobre, nel 1571, alla straordinaria vittoria della battaglia navale di Lepanto, alla quale sarà presente anche il Cervantes, l'autore di Don Chisciotte.

Cosimo I de' Medici (Firenze, 12 giugno 1519 – Firenze, 21 aprile 1574) fu il secondo Duca di Firenze e, in seguito, il primo granduca di Toscana. Governò dal 1537 al 1574.

Figlio del condottiero Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati, Cosimo salì al potere nel 1537, a soli 17 anni, dopo l'assassinio del duca di Firenze Alessandro de' Medici. Il delitto fu ordito da Lorenzino de' Medici, lontano cugino del duca Alessandro che, tuttavia, non seppe cogliere l'occasione di sostituirsi al proprio parente e finì col fuggire da Firenze. Nessuna delle famiglie più importanti sembrava essere in grado di prendere il posto dei Medici quando Cosimo, allora pressoché sconosciuto, apparve in città, seguito da pochi servi. Egli veniva dal Mugello dove era cresciuto dopo la morte del padre e riuscì a farsi nominare duca nonostante appartenesse ad un ramo secondario della famiglia. Infatti, vista la sua giovane età ed il suo contegno modesto, molti personaggi influenti della Firenze del tempo speravano di avere a che fare con un giovane debole, svagato, attratto solamente dalla caccia e dalle donne; una persona facile da influenzare. Cosimo venne, quindi, nominato capo del governo con la clausola che il potere sarebbe stato esercitato dal consiglio dei Quarantotto. Ma Cosimo aveva interamente ereditato lo spirito battagliero del padre e della nonna paterna Caterina Sforza.

Infatti, appena investito del potere e dopo aver ottenuto un decreto che escludeva il ramo di Lorenzino da qualsiasi diritto di successione, esautorò i consiglieri ed assunse l'assoluta autorità. Restaurò il potere dei Medici in modo così saldo che da quel momento governarono Firenze e gran parte della Toscana attuale fino alla fine della dinastia, avvenuta con la morte senza eredi dell'ultimo granduca Medici, Gian Gastone, nel 1737; la struttura del governo creata da Cosimo, durò fino alla proclamazione del Regno d'Italia.

Il governo autoritario di Cosimo indusse alcuni importanti cittadini all'esilio volontario. Essi radunarono le loro forze e col supporto della Francia e degli stati vicini di Firenze, nel tentativo di rovesciare militarmente il governo fiorentino, alla fine del luglio 1537 marciarono su Firenze sotto la guida di Piero Strozzi.

Quando Cosimo seppe che si stavano avvicinando, inviò le sue migliori truppe, comandate da Alessandro Vitelli, a bloccare i nemici. Lo scontro avvenne nei pressi della rocca di Montemurlo il 1º agosto 1537 e, dopo aver sconfitto l'armata degli esuli, il Vitelli assaltò il castello, dove lo Strozzi ed i suoi compari si erano rifugiati. L'assedio durò solamente poche ore e terminò con la caduta degli assediati, dando a Cosimo la sua prima vittoria militare.

I capi della rivolta furono dapprima imprigionati e poi decapitati nel palazzo del Bargello. Per tutta la sua vita Cosimo agì in modo spietato contro chi cercava di opporsi ai suoi piani.

Sposò, nel 1539, Eleonora di Toledo (1522-1562), figlia di Don Pedro Alvarez de Toledo, marchese di Villafranca e viceré spagnolo di Napoli. Si incontrarono per la prima volta nella villa di Poggio a Caiano e si sposarono con grandi fasti nella chiesa di San Lorenzo: lui aveva 20 anni e lei 17. Grazie a questo matrimonio Cosimo entrò in possesso delle enormi ricchezze della moglie e si garantì l'amicizia politica del viceré di Napoli, uno dei più fidati luogotenenti dell'imperatore. Il Bronzino eseguì molti ritratti di Eleonora, il più famoso dei quali è conservato agli Uffizi.


telnet 230x230        sice 230x230

Info e note legali

Seguici su...

facebook twitter youtube rss

 

Contattaci

Logo DiTV PNG

Via Tazio Nuvolari, 53
55061 Carraia - Lucca - Italy
Tel 0583 462209
Fax 0583 1929109
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.